di Giuseppe Ambrosino di Bruttopilo (Pauliello)
Natale non è una festa come tutte le altre. Natale è una festa particolare.
Una festa che si rinnova più per la gioia intima che per i piaceri esteriori.
E’ la festa dell’attesa.
E’ come un dono che si gusta più nell’aspettarlo che nel riceverlo.
Oggi questa attesa sembra che non sia sentita come una volta.
Oggi sembra che Natale si aspetti soltanto per festeggiarlo con la cena della vigilia e col pranzo del 25. Dove sta più l’attesa? Dove sta la poesia? La poesia di quando non avevamo un granché da mettere a tavola, ma eravamo molto più ricchi dentro. Niente avevamo ma eravamo felici lo stesso, eravamo felici per l’attesa. L’attesa di che? L’attesa di qualcosa che avrebbe potuto cambiare la nostra vita. E soltanto la speranza ci riempiva il cuore.
Oggi si vede che non basta più riempire il cuore. Oggi si aspira soprattutto a riempirsi le tasche.
Ma sarà sempre un Natale felice? Io non lo credo. Oggi non solo non si riesce a godere aspettando che la vita possa cambiare per un futuro migliore, ma manca addirittura la volontà di cambiarla questa vita. E allora se non c’è la volontà di cambiare, non ci potrà mai essere la vera felicità.
