Nel momento in cui l’On Pippo Civati, candidato alle primarie per l’elezione del segretario nazionale del P.D. è giunto sull’isola per esporre la propria mozione, anche Procida viene coinvolta nella discussione su quale Partito Democratico, nel prossimo futuro, l’Italia può contare per uscire dalla crisi e dal profondo degrado in cui è caduta e ridare speranza e fiducia alle nuove generazioni.
Certamente veniamo da un lungo periodo tenebroso in cui è drammaticamente saltato lo stretto legame tra cultura e politica, si sono azzerati completamente i luoghi di formazione politica dove costruire un’alta qualità di competenze, di passioni e di valori, insomma sono scomparsi tutti i punti di riferimento tanto da assistere ad un susseguirsi di programmi appesi sul nulla.
Tutto questo incastonato nel negativo ventennio berlusconiano che tuttora imperversa con perniciose tossine antidemocratiche. In altri termini ci troviamo dentro il vissuto di una crisi profonda che ci obbligherà a riformulare in senso totalmente nuovo e creativo il concetto di democrazia tenuto conto dell’inadeguatezza dell’attuale sinistra, dell’arretratezza del sindacato, della mediocrità di gran parte dell’imprenditoria. E qui, caro Presidente Napolitano, quanto è il prezzo della governabilità da pagare stando ostaggio dell’egolatria di Berlusconi?
