Procida. I Mille della Savina Caylyn



dal Blog di Savina Dolores Massa Ana La Balena

Sette mesi esatti di giorni e di notti vanno ingoiati, da chi li subisce prigioniero in prima persona, e da chi li conta per loro, che forse hanno smesso di guardare calendari, o di scrutare lune. Tanto! Loro l’hanno compreso prima di noi che l’urlo si infrange sull’indifferenza, ma altro non ci è rimasto, a noi qui, non soli quanto si può essere tra onde imputridite di vergogna, ma quasi. Diversamente soli. Ogni giorno raccogliamo forza e parole e cuore stanco, prima o poi lo saprete, se tornerete. Si urla e si va, là dove chi ha in mano le vostre 22 vite discute di manovre, e sotterfugi, e potere. E poltrone stipendiate con abbondanza. Sette mesi e si scopre che il Capo dello Stato “tenuto all’oscuro” per non dargli pensieri, povero vecchio!

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Procida. Call me Ishmael

Roma, piazza Montecitorio, mercoledì 7 settembre, ore 9.30

Savina Dolores Massa dal blog Ana La balena

Neppure con tutta l’immaginazione messa in campo, io credo che si possano comprendere a fondo gli uomini che scelgono il mare per lavorarci. Parlo di quelli che optano per le lunghe rotte. Mesi di mari alti, dai quali solo nel sogno si può vedere il campanile della chiesa dove si è stati battezzati. Dove si è fatta la Prima Comunione. Dove ci si è sposati.

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Savina Caylyn. Lo strazio e le domande di Annarita Guardascione

Riflessioni dopo il video-appello dei familiari dei marittimi sequestrati

blankSalvatore Iovine

E’ impossibile immaginare solo la miliardesima parte della straziante odissea quotidiana dei familiari, che, come un tarlo, giorno dopo giorno, li logora mentalmente e psichicamente. Ma le domande che legittimamente si pone la sconsolata sorella del dinamico e ridanciano Enzo, hanno una risposta scontatissima: se si fossero verificati dei sequestri eccellenti, dopo pochi giorni si sarebbero risolti nel migliore dei modi e i rapiti sarebbero stati accolti in patria come  Íngrid Betancourt

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Procida. Commento al vangelo di Domenica 4 settembre 2011

blank Se chi ha offeso si riconcilia con il sacerdote, ma non con la persona offesa, il perdono del sacerdote serve solamente per “santificare” un inganno, per tranquillizzare falsamente la coscienza, e per “giustificare” le divisioni, gli scontri e le violenze che commettono i “devoti”.  J.Maria Castillo

Un abbraccio e buona settimana, con la gioia e la liberazione che questi uomini hanno portato nella mia vita.  Lina [youtube qQmFvoK-tM8]

Quarantanovesimo appuntamento, con la rubrica dedicata ai commenti al vangelo. Eccovi il commento al vangelo di Mt 18,15-20, di questa domenica 4 settembre 2011, attraverso il video di p. Alberto Maggi con relativa trascrizione da scaricare, e due riflessioni di  Ortenzio Da Spinetoli e José María Castillo

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Procida. I tamburi per la Savina Caylyn

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di Savina Dolores Massa (Ana La Balena)

È una sera, le  sei, della sera, di un settembre di tuoni e campane. Trascorse le sei, mute le campane, restano i tuoni e settembre. A breve sparirà anche la sera mutandosi in notte. Dei tuoni non so. Nessuna pioggia. Forse non erano tuoni. E allora cos’è questo battere lontano, continuo, ruggito, dal sud… che cos’è. Sono loro. I tamburi dell’Africa, richiamo per sordi, per ciechi, per monchi di mano: quella che sa donare senza pentirsi del gesto.
Stavolta non si aspetta, stavolta si pretende il contributo alla povertà, in denaro, non in preghiere. In denaro, non in cartoni di pasta scaduta e vestiti dismessi. In denaro per restituire uomini rubati.

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Procida: Emergenza giovanile da affrontare senza pregiudizi

di Michele Romano

Mai come questa estate del 2011 rispecchia l’attuale dimensione dello stato d’animo sociale e politico della collettività procidana. In tal senso è emblematica la situazione che sta vivendo la nostra isola cioè quella dei carissimi concittadini, da oltre sei mesi sequestrati dai pirati somali, ignorandone, anche per l’incuria di chi di dovere, le condizioni psicofisiche.

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I pirati somali. Chi sono i cattivi?

blankRingrazio Claudio Messora di byoblu.com per aver ripreso il nostro appello e fatto una seria rilfessione sul fenomeno pirateria.
Chi sono i cattivi? Sono quelli che sfasciano una vetrina per rubare un iPod? Oppure sono quelli che rendono quegli altri così poveri e disperati da spingerli a sfasciare una vetrina per rubare qualsiasi cosa, compreso un iPod? E se poi i cattivi, resi cattivi, si incattiviscono e diventano cattivi davvero, al di là di ogni ragionevole motivazione? E’ colpa loro? Non dovevano forse permettere alla cattiveria di incattivirli, nonostante lo stato di cattività?

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Procida. Quei giovani fuori dal bar

blankEccoci con un altro articolo, per proseguire la riflessione sul’universo giovanile,  a firma di Ilvio Diamanti tratto sempre dalla rubrica BUSSOLE sul quotidiano La Repubblica.

FATICO a capire i giovani, nonostante che io me ne occupi da quand’ero giovane. Cioè da molto, troppo tempo. Certo, ho la fortuna di frequentarli spesso e con regolarità, da genitore e professore. Tuttavia, mai come in questa fase stento a riconoscerli, perché mi è, comunque, difficile misurarmi con essi. Certo, i tempi sono cambiati da quand’ero giovane anch’io. Secoli, millenni. Non c’è bisogno di rammentare le distanze cosmiche dal punto di vista delle tecnologie e dei metodi di comunicazione a livello personale e sociale. Però alcuni riferimenti, alcuni luoghi del paesaggio che compone la nostra vita quotidiana sono rimasti gli stessi. Anche se nella pratica non sono più gli stessi. Sono divenuti “altro”.

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Procida. Savina Caylyn tra gli squali

A Roma il 7 settembre, 9.30 del mattino, Piazza Montecitorio.

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Ancora una bellissima riflessione che ci fa tenere alta l’attenzione sui nostri marittimi rapiti. Di Savina dolores Massa (Ana La Balena)

Forse non ne potete più di sentirmi parlare della Savina Caylyn, nave sequestrata da giovani disperati somali, armati da chi sa bene che la pirateria in Somalia è un affare d’oro in vendita d’armi e in subdola decisione di lasciare i Paesi del terzo mondo in stato di miseria. Così, si fanno gli affari.

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Procida. I ragazzi deviati dal Consumismo

blankVi proponiamo questo articolo del grande sociologo tedesco Zygmunt Baumann apparso sul “Il corriere della sera” dell’11 agosto 2011.

Queste non sono rivolte del pane o della fame. Queste sono rivolte di consumatori deprivati ed esclusi dal mercato. Le rivoluzioni non sono la conseguenza inevitabile delle ineguaglianze sociali, lo sono invece i terreni minati. I terreni minati sono quelle aree disseminate a caso di ordigni esplosivi: si può star certi che alcuni di essi, a un certo punto, salteranno in aria, ma nessuno è in grado di affermare esattamente quali e quando.

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