Procida. Commento al vangelo di domenica 5 febbraio 2012

“Il nuovo luogo dove si incontra Dio e si fa esperienza di lui è la casa, non il tempio. La fede si sveste della solennità e dell’esteriorità, della ritualità per entrare nel quotidiano piccolo e spiccio”. don Paolo Curtaz

Un abbraccio e buona settimana. 

Settantaduesimo appuntamento, con la rubrica dedicata ai commenti al vangelo. Eccovi il commento di questa domenica 5 febbraio 2012. Il vangelo di oggi è di  Mc 1,29 – 39 . Come sempre abbiamo il video di p. Alberto Maggi con la relativa  trascrizione da scaricare e file  AUDIO insieme a una riflessione di don Paolo Curtaz e di Josè Maria Castillo .

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Il Cristo che aspettiamo

Vi proponiamo una riflessione di Ortensio da Spinetoli sul Cristo dei vangeli di cui tanti parlano e pochi conoscono.

È quello dei vangeli, certamente, ma non dei frontespizi o delle prime pagine, bensì dei ripieghi delle medesime, al punto che, se non si sta attenti, si rischia di non scorgerlo.

1. Il vero volto di Gesù, i suoi tratti autentici non sono stati cancellati, né dimenticati, solo che agli evangelisti sono apparsi troppo comuni per sentirsi obbligati a ricordarli, mentre hanno sentito il dovere di riscoprire e mettere in chiaro i titoli onorifici, presenti nella tradizione profetica e applicati con una certa ingegnosità o ingenuità esegetica al Cristo

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Procida: "Contate sulla nostra preghiera così come noi contiamo sulla vostra."

blankdi don Lello Ponticelli
Carissimi amici,
abbiamo letto con attenzione la lettera aperta che ci avete inviato nei giorni scorsi e ne abbiamo fatto motivo di riflessione. Al di là di questo nostro breve scritto, sarà importante cercare anche altri modi per approfondire il dialogo e il confronto. Molte delle preoccupazioni e delle speranze da voi espresse nella lettera, sono anche le nostre e di tanti che sono impegnati a collaborare responsabilmente nei diversi ambiti dell’apostolato con grande generosità, costanza ed impegno.

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Procida: Evitare di essere cattivi maestri

di Michele Romano

Il tragico evento della Costa Concordia offre ampi spunti di riflessione per raffigurare un modello di vita che ha pervaso, in questi anni, strati della nostra attuale società. In tal senso, mettendo sotto le lenti di ingrandimento gli ambiti operativi del territorio, si assiste, con le dovute eccezioni, alla manifestazione di comportamenti di codardia di “Don Abbondio memoria” o di bullismo pregnante di prosopopea, di vacuità e di supponenza.

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Stare con i giovani, ascoltarli.

blankE’ un periodo in cui tutti parlano di “giovani “, di come comportarsi con loro , ognuno ha delle ricette particolari ; ho pensato che questo articolo/intervista a Don Achille Rossi potrebbe dare un pò di “luce” al problema stimolando una discussione vera e proficua.

Temo che oggi si parli molto dei giovani ma li si frequenti poco, si condivida troppo poco con loro. Questo è causa di un certo smarrimento della gioventù perché se l’unico modello accessibile a tutti è quello televisivo, si arriva a una condizione di abbandono dei giovani da parte degli adulti, si spezza il filo intergenerazionale che permette all’esperienza dèlla generazione precedente di passare a quella successiva. Se il filo si interrompe, come mi pare stia succedendo, perché gli adulti non hanno tempo, perché considerano insignificante condividere e coinvolgersi nell’esperienza dei giovani, si verifica un abbandono che si paga caro.

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Procida. Commenti al vangelo di domenica 29 gennaio 2012.

 blank“Di liberazione certo c’è bisogno perché il mondo, anche oggi  è popolato di demoni. Mi sembra che ce ne siano molti; e mi pare naturale definirli spiriti impuri e violenti, invisibili, incomprensibili… Ne elenco  solo alcuni: la paura dell’altro e la disperazione del futuro, la fiducia  nelle armi e nella guerra, il delirio di onnipotenza della tecnica, il fanatismo ideologico, l’uso della menzogna nei rapporti personali, il sogno di piegare le coscienze con la violenta e subdola alluvione dei mass me­dia, l’idolatria del profitto, dei consumi, del potere, della celebrazione di sé…”  Angelo Bertani

Un abbraccio e buona settimana

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E diciamolo…"vada a bordo, cazzo!"

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di Michele Dotti

Come le corde di uno strumento musicale possono vibrare per “risonanza”, anche senza bisogno di essere toccate, così le corde del nostro cuore possono vibrare se nell’aria si muove qualcosa vicino al nostro sentire.

In questo senso è fondamentale saper cogliere quegli episodi che acquisiscono un valore simbolico, in grado di far risuonare il sentire collettivo, perché essi indicano in qualche modo i segni dei tempi.

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Procida un weekend a parlare di scuola

blankVi proponiamo una piccola riflessione di Roberta Scotto,  sulle tematiche della scuola sull’isola e su cui proviamo sempre a tenere alta l’attenzione.

In questo fine settimana ho incontrato due mie amiche e mamme. La prima ha una bimba all’asilo di via libertà. Ho sorriso alla bambina e le ho chiesto come andava la scuola. la mia amica ha sorriso: era stata chiusa cinque giorni: avevano trovato cacche di topo e sporcizia. per dare una mano alla scuola – loro si fanno carico di portare dai colori alla carta igienica ai giochi- hanno preso tutti i giochi e li hanno lavati nelle loro case con l’amuchina. Ebbene, acqua nera e fogli rosicchiati.

Giustamente mi esprimeva la preoccupazione riguardo a tutti i bambini che mettono mani dappertutto e potrebbero prendersi qualche malattia seria in quella sporcizia. Come darle torto? lei a dirmi che ci sono i tagli di gelmini, i tagli del comune e l’unico modo per far funzionare bene la scuola è dare una mano.

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Procida. Chiusura associazione "I Ragazzi dei Misteri", ovvero come disincentivare anzichè valorizzare.

blankRiceviamo e pubblichiamo da Marco Landola un contributo alla riflessione sul recente annuncio della chiusura dell’associazione “I Ragazzi dei Mesteri”

Chiude dopo otto anni l’associazione “I ragazzi dei Misteri” che ha avuto il merito nel corso degli anni di risollevare una processione del venerdì santo con cui tutti si riempivano la bocca, ma che nessuno aveva voglia e coraggio di risollevare da quello stato comatoso in cui era precipitata da tanto tempo; ha istituito un museo, ha partecipato alle feste agli scogli di S’Anna, costruito scenografie e tanto altro ancora. Ma soprattutto ha creato un punto d’incontro in cui giovani e meno giovani passavano il tempo lavorando a qualche progetto, discutendo, divertendosi e quindi crescendo; insieme.

Sulle liti intercorse tra questa associazione e “ Cultura e tradizioni misteriali” che hanno caratterizzato l’ultimo periodo non ho voglia di parlare, non mi sembra la sede adatta anche perché le cose da dire sarebbero troppe.

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Costa Concordia: Il Pudore del Silenzio – Vergogna Nazionale

blankE’ dalla sera dell’infausto venerdì 13 u.s. che seguo con attenzione ed interesse l’evolversi della tragica vicenda di mare occorsa alla “Costa Concordia”. Mille pensieri, mille considerazioni affollano la mente di un uomo che ha trascorso una lunga vita in mare e nello “shipping” e che tutt’ora continua.
Provo dolore per le vite perdute, costernazione per i riflessi negativi per i sopravvissuti e tanta amarezza per l’errore umano.
Errore inconcepibile, prodotto da una inspiegabile valutazione in tema di distanza dalla costa, particolarmente quando si è coadiuvati dalla moderna strumentazione tecnica.

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