di Gennaro Savio
Sfascio armamento pubblico nel Golfo di Napoli. In questi giorni il guasto dell’Alderbaran ha praticamente messo ko i collegamenti veloci del trasporto marittimo pubblico. E così, come annuncia il cartello affisso alla biglietteria chiusa, le corse degli aliscafi Caremar sono ormai ferme da giovedì 3 gennaio e non è dato sapere quando e se riprenderanno a coprire la tratta Ischia-Napoli-Procida e viceversa. E non può che crescere il pessimismo tra gli utenti del mare circa una ripresa celere delle suddette corse se consideriamo che dal lontano mese di giungo del 2012 l’unità veloce Isola di San Pietro è guasta e non è stata ancora riparata e che per questo motivo già da sette mesi sono state soppresse ben dieci corse giornaliere che collegavano Ischia, Procida e la Terraferma in un arco di orario che và dalle 6,35 del mattino sino alle ore 17,45 del pomeriggio. E il fatto stesso che la Caremar non abbia sostituito momentaneamente gli aliscafi guasti attraverso il noleggio di mezzi veloci preferendo fermare completamente il servizio con tutti i disagi che questo sta comportando ai pendolari, dimostra che ormai è giunto nella fase terminale l’irresponsabile disegno politico della scellerata e ormai imminente privatizzazione dell’armamento pubblico che riporterà i collegamenti marittimi da e per le Isole indietro di decenni con grave ed intollerabile penalizzazione e mortificazione del nostro diritto alla mobilità e alla continuità territoriale.
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