di Domenico Savio*
E’ di questi giorni la notizia che la Magistratura ha proceduto al sequestro di alcuni alberghi con annessi stabilimenti termali per lo scarico nella fogna, e dunque a mare, di liquami inquinanti. Altre strutture alberghiere e termali potrebbero subire quando prima la stessa sorte. Centinaia di lavoratori hanno già perso il posto di lavoro e altre sono in pericolo di perderlo. Intanto, già taluni personaggi dello sfruttamento del lavoro altrui e incuranti del danno che arrecano all’ambiente e alla salute umana con gli scarichi non a norma, con la complicità dei loro sodali e del connivente potere politico ai vari livelli istituzionali pensano che si possa alzare, anziché abbassare, il livello di tolleranza umana della nocività degli scarichi alberghieri e termali per risolvere il problema, lasciare le cose come stanno e continuare a inquinare e a danneggiare la salute delle persone e l’economia turistica per l’oggi e il domani. Una tale disgraziata scelta da parte delle istituzioni costituirebbe un crimine contro la salute della collettività.
In Italia, come in tutti i paesi capitalistici, dove l’economia è basata sullo sfruttamento del lavoro proletario e dell’ambiente naturale, i soldi ci sono stati e ci sono per dotare il territorio di un sistema fognario e di depurazione dei liquami prodotti dall’uomo e dalle attività industriali, però si trovano nei forzieri dei capitalisti industriali, agrari, banchieri e finanzieri e non a disposizione delle istituzioni statali per finanziare il disinquinamento del territorio.
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