di Antonella Loi da http://notizie.tiscali.it Navi sequestrate, un comandante: “Evitare le rotte dei pirati è possibile, ma non tutti sanno dire di no”
di Antonella Loi da http://notizie.tiscali.it
di Antonella Loi da http://notizie.tiscali.it di Francesco Marino
Quest’anno è stata una grande stagione turistica per l’isola di Graziella. Il numeri dei turisti è aumentato notevolmente e i piccoli e caratteristici alberghi sono stati sempre pieni. Certo, le condizioni meteo sono state splendide e le spiagge finalmente pulite, cosa che ha fatto decollare Procida inserendola tra le “isole della quiete”.
In attesa che queste nostre considerazioni siano avallate anche da dati statistici, un buco nero dell’accoglienza procidana può essere individuato, purtroppo, nella ristorazione. In questi giorni, infatti, escono le guide gastronomiche ed apprendiamo che la Campania, specie con il litorale sorrentino e casertano, è in vertiginosa ascesa, mantiene l’isola d’Ischia con citazioni per il “Melograno”, della coppia procidana Libera e Giovanni Iovine, l’Hotel Manzi ed altri, l’isola di Procida è, viceversa, completamente ignorata dai gourmet. Come mai?
“Parabola che ci interroga, che ci mette in questione, che quasi non riusciamo ad accettare, che ci invita a guardare oltre, a scoprire il senso nascosto!”. Tea Frigerio
Cinquantattreimo appuntamento, con la rubrica dedicata ai commenti al vangelo. Eccovi il commento al vangelo di Mt 22,1-14 di questa domenica 9 ottobre 2011, attraverso il video di p. Alberto Maggi (con relativa trascrizione da scaricare), e una riflessione di Tea Frigerio. [youtube JaGd_iGJpJE]
Insieme a queste potete vedere anche il video di don Lello Ponticelli con le “prediche senza pulpito”.

di Savina Dolores Massa dal blog Ana la Balena
Mancano due mesi e qualcosa a Natale. Due mesi esatti all’Immacolata Maria, madre delle Protezioni negli immaginari collettivi di chi crede e di chi no. Io non credo alle creature celesti, ma non escludo nulla, lasciando una possibilità all’insondabile. Infatti l’otto di settembre, quando qui nella mia città ci si accascia in preghiera al cospetto della Madonna del Rimedio, io un pensierino a lei gliel’ho soffiato, da casa. Madre, le ho detto, Non ti distrarre, c’è un mare doloroso, laggiù, nel Corno d’Africa.

Da Liberoreporter.it 03 ottobre 2011 ore 16:45: da Ferdinando Pelliccia.
A spingere verso il pagamento di un riscatto è il fatto che le polizze assicurative, nella gran parte dei casi, coprono dalla pirateria, ma escludono la perdita totale della nave. Per cui, nessuno rischia e si preferisce cedere al ricatto
La discussione più ricorrente, negli ultimi tempi, è se sia o meno legittimo pagare i riscatti ai pirati somali. Si tratta delle somme in denaro richieste, dai predoni del mare, per rilasciare i mercantili che, insieme ai loro equipaggi, sono stati catturati nel mare del Corno d’Africa e Oceano Indiano. Da sempre a schierarsi contro il pagamento è soprattutto l’ONU. Per l’organizzazione del Palazzo di Vetro pagare i riscatti ai pirati somali violerebbe le leggi internazionali contro la pirateria marittima.
“Di quale edificio in costruzione è dunque pietra angolare il Cristo “scartato”? Di una Chiesa impegnata a salvaguardare la propria visibilità sociale, “edificio” che rivendica la propria indipendenza territoriale, “cit tà di Dio” costruita secondo i criteri della “città degli uomini”?…
Cinquantatreesimo appuntamento, con la rubrica dedicata ai commenti al vangelo. Eccovi il commento al vangelo di Mt 21,33-43 di questa domenica 2 ottobre 2011, attraverso il video di p. Alberto Maggi (con relativa trascrizione da scaricare), don Lello Ponticelli e una riflessione di don Luigi Sonnenfeld.
di Roberto Beretta | 30 settembre 2011
La mia parrocchia li ha messi a tema per l’inizio dell’anno. Ma se dovessimo enumerare quelli dei cattolici italiani, oggi, quale elenco stileremmo?
In parrocchia è esposto il programma per un ciclo di incontri formativi sui vizi capitali. Tema desueto e coraggioso, dunque meritorio, per cominciare l’attività dell’anno sociale. Ma io con la solita irriverenza mi faccio balenare un pensiero: se dovessimo enumerare i vizi capitali dei cattolici italiani, oggi, quale elenco stileremmo? Facciamo una prova e vediamo se i lettori concordano.
Pubblichiamo l’intervento di Gianni Manzo, amico e operatore sociale come educatore professionale nella difficile realtà di Napoli e provincia, durante “Precaria” – festival del precariato metropolitano a Napoli.
Gli operatori sociali, in particolare del mezzogiorno, sono uno dei comparti lavorativi dove è maggiormente e largamente diffuso l’uso dei contratti cosiddetti atipici, tanto è vero che forse bisognerebbe cambiarne l’appellativo dato che la norma è il cocopro e l’eccezione il contratto di lavoro dipendente. Molti hanno osservato che esso è stato una sorta di laboratorio sperimentale della flessibilità lavorativa implementata in Italia negli ultimi 20 anni
di Francesco Marino
E’ noto a tutti che i procidani hanno da sempre quasi una repulsione per la lingua inglese. Questa negatività si riflette, purtroppo, sui nostri ufficiali della marina mercantile che, allorché affrontano gli esami di patentino e patente, spesso sono bocciati dalla Commissione non per deficit tecnici ma a causa di una scarsa padronanza dell’inglese. Proprio da questo giornale, qualche tempo fa, affrontammo largamente l’argomento invitando la direzione della scuola secondaria a porre in essere adeguate iniziative.
Di Savina Dolores Massa
La petroliera Savina Caylyn, bandiera italiana, è stata sequestrata dai pirati somali in data 8 di febbraio. Dell’equipaggio, dopo quasi 8 mesi di prigionia, ciascuno di noi dovrebbe avere il dovere di parlare, di difenderli, di salvare loro la vita. Pur comprendendo le difficoltà che un sequestro implica, non si può più tollerare la violazione dei diritti umani che 22 uomini stanno subendo.