Procida. Lettera aperta al vice decano e ai parroci della nostra isola.

Riceviamo e pubblichiamo

Insieme ad un piccolo gruppo di amici, abbiamo pensato di scrivere alcuni pensieri, dirvi alcune cose, ve le consegniamo con affetto e ci auguriamo che possiate accoglierle.

Conosciamo le difficoltà e le inquietudini di questi ultimi tempi, comprendiamo che non è per niente semplice il ruolo da voi ricoperto e per esperienza sappiamo cosa significa sentirsi portati in giudizio per il proprio operato.

Oggi sperimentiamo che il popolo dei credenti ha maturato una sensibilità Altra e questa richiede perciò una conversione del linguaggio. Crediamo che vada evitato l’uso di un linguaggio ecclesiastico e devozionale.

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Procida e il Natale: Racconti di Giacomo Retaggio

Con l’approssimarsi delle festività abbiamo pensato di porre a confronto tre epoche diverse, dalla seconda guerra mondiale ad oggi e precisamente il’42 il ’62 e il 2011, e di come il Natale, con lo scorrere del tempo, abbia cambiato, anche a sull’isola di Procida, fisionomia e partecipazione. Per far questo abbiamo chiesto il contributo della “penna” del dott. Giacomo Retaggio, scrittore ed abile raccontatore di storie che ringraziamo per la sua disponibilità, e che pensiamo gradirete leggere per la naturalezza, e la punta di sana ironia, con cui riesce a catapultare e coinvolge ognuno di noi nei suoi racconti, suscitando emozioni che solo lui sa dare.

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Ladri di futuro!

Caro Babbo Natale,

quest’anno non ho alcuna intenzione di lisciare il pelo, come si usa dire. Non starò quindi qui a farla tanto lunga con premesse e preamboli accomodanti e dolci, incrociando parole per adularti e farti dimenticare come mi sono comportato lungo tutto l’anno che ci siamo lasciati alle spalle: le promesse fatte e non mantenute, gli errori imperdonabili, le inevitabili debolezze tipiche di noi esseri umani.

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Procida. Lettera al Coordinamento “Liberi Subito”.

blankRiceviamo da Geppino Pugliese e pubblichiamo.

MA CHE FINE HA FATTO IL COORDINAMENTO “LIBERI SUBITO” ?

So benissimo che questa è una domanda retorica ,forse banale, e vi domanderete il perchè di questo interrogativo.

Dopo aver fatto di tutto e di più,proteste,cortei,dimostrazioni plateali,per cercare di portare alla ribalta nazionale il dramma dei marittimi rapiti, sembra che ora tutto tace,anche perchè c’è stato il tassativo ordine di non proseguire con le proteste da parte dei familiari di questi su suggerimento delle Autorità ministeriali.

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Procida. Presidente del Comitato di Gestione della Riserva di Vivara: si DIMETTA!

blankRiceviamo e pubblichiamo questa lettera inviataci a Giuseppe Pugliese, cittadino procidano, che si rivolge al Presidente del Comitato di Gestione della Riserva di Vivara chiedendone le dimissioni.

Egregio Sig. Marinella
so benissimo che questo mio appello a Lei risulterà inutile sotto tutti i punti di vista,anche e specialmente perchè, i metri di valutazione , i canoni di riferimento della politica in generale sono ben altri,di casta,di categoria,di interessi economici,elettorali

e, quindi,essendo io,un semplice cittadino,senza questi riferimenti,sicuramente non sarò nemmeno letto o preso nemmeno minimamente  in considerazione.

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Pirateria somala. Domenico Savio: ” Il Governo è politicamente responsabile della mancata liberazione dei marittimi”.

blankIL GOVERNO E’ POLITICAMENTE RESPONSABILE DELLA MANCATA LIBERAZIONE DEI MARITTIMI PROCIDANI E DI QUELLI DELLE ALTRE LOCALITA’ DEL PAESE SEQUESTRATI DAI PIRATI SOMALI!

Domenico Savio*

Prosegue tristemente e, purtroppo, senza risultati la disperata protesta delle famiglie dei marittimi procidani e di altre zone del paese sequestrati dai pirati somali. E’ una protesta – da cui la nostra organizzazione politica è stata tenuta volutamente fuori, pare anche per volontà e pressione di qualche partito politico che ha monopolizzato l’azione sull’isola di Procida e a Roma

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Pirateria. Marittimo procidano scrive all’ambasciatore italiano a Seoul

blankUn nostro concittadino e marittimo procidano, Antonio Esposito, lettore assiduo del nostro blog dai mari della Korea del Sud e che approfitto per salutare affettuosamente, ci ha inviato questa lettera che potete leggere di seguito, inviata all’ambasciatore italiano a Seoul, il Dott. Sergio Mercuri, per farsi portavoce della vicinanza morale che viene da questa parte del mondo e e sollecitare chi è preposto in Italia afinchè siano LIBERI SUBITO.

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Procida. I detenuti di Poggioreale pregano per i marittimi rapiti.

blankSulla vicenda pirateria riceviamo e pubblichiamo la lettera ricevuta da Don Lello dal cappellano del carcere di Poggioreale.

Carissimo don Lello, nello spirito di quella comunione a noi molto cara, permetti che ti racconti quanto vissuto questa mattina. Come di consueto il sabato, ho celebrato la S. Messa nella cappella del Padiglione Roma del Carcere di Poggioreale; conclusa l’omelia e professato il Credo, c’è stato il tempo per le intenzioni di preghiera come risonanza alla Parola ascoltata. Ebbene, la prima preghiera spontanea elevata al Signore da parte di un detenuto è stata per la liberazione dei marinai di Procida.

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Procida. Interessamento per la liberazione marittimi ostaggi in Somalia

blankRiceviamo e pubblichiamo questa lettera che Michele Carabellese ha inviato l’On. Formisano del partito dell’Italia de Valori in merito alla vicenda Savina Caylyn.

Egregio Onorevole Aniello Formisano , con la presente, a nome di tutto il popolo italiano ma in particolare il popolo procidano, le vengo a chiedere supplicandola direndersi utile all’azione di liberazione dei 22  marittimi  rapiti, 5 sono italiani ( 2 procidani) , che da ben 8 mesi  sono in mano ai pirati somali,sottoposti a torture varie, senz’acqua per potersi lavare, pochissimo cibo,  quando gli arriva, pochssima acqua da bere ecc.

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Savina Caylyn: lettera di Adriano Bon, padre di Eugenio, dopo nuova telefonata comandante

blankda Liberoreporter.it – Nel tardo pomeriggio di ieri, la moglie del Comandante Lubrano ha ricevuto un’altra telefonata dal marito, il quale le ha dato ulteriori informazioni. La signora Nunzia era molto provata e ha chiesto agli altri familiari di darne comunicazione…

Il marito avrebbe detto che i pirati sono molto irritati per il prolungarsi infinito e stentato delle trattative e spesso si sfogano in vari modo sui marittimi. Quando poi la nave viene sorvolata da un elicottero dei militari, li legano tutti e puntano su loro i fucili pronti ad ucciderli in caso di attacco.

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