Pianto di gioia

pianto di gioia

di Giuseppe Ambrosino di Bruttopilo -Paolo! Che cos’è? Non ti senti bene? La maestra, preoccupata, si alzò dalla cattedra e avvicinatasi al mio banco, il secondo della fila centrale, cominciò a scrollarmi. Io stavo  col busto riverso sul banco e con la faccia nascosta fra le braccia incrociate. Per capire perché avevo assunto quella strana … Leggi tutto

A Marunnedda

marunnella

di Giuseppe Ambrosino di Bruttopilo Ci sono luoghi a Procida, che tu procidano, nemmeno conosci. Neanche  tu che ora ci abiti, ma  ci sei venuto da poco. Soltanto chi ci sia nato e cresciuto o sappia almeno l’importanza che questi posti hanno avuto  nel passato, potrebbe  apprezzarne l’intera suggestiva bellezza. Non per colpa tua certamente. Perché … Leggi tutto

Procida: La “Grancia” dell’Annunziata, la più popolosa dell’isola.

grancia annunziata

di Giacomo Retaggio In questo excursus lungo i quartieri di Procida dal carattere storico cultural- antropologico, che con un po’ di presunzione e molta faccia tosta ti sei accinto a compiere, oggi ti tocca scrivere della “grancìa” dell’Annunziata. E ti accingi a farlo con titubanza perché questa è la zona dove sei nato, cresciuto, fatto … Leggi tutto

Cuore di mamma

pischera

di Giuseppe Ambrosino di Bruttopilo Tra il verde rigoglio dei rovi, a stento si distingueva quella grande cisterna di acqua piovana, interrata. Era una specie di “Piscina mirabilis”, con la volta a botte, grande come una chiesa, un vero e proprio tempio sotterraneo, dedicato all’acqua. La sua bocca principale si apriva all’ombra di un maestoso … Leggi tutto

La festa della donna

8 marzo

8 marzodi Giuseppe Ambrosino di Bruttopilo

Oggi è la festa della donna. Approfitto per recarmi dal medico per farmi prescrivere medicinali per mio padre. Per tutto il tempo che sono stato imbarcato, inevitabilmente, per queste piccole incombenze, ci ha sempre pensato mia sorella. Ma capirai, oggi è la festa della donna, vatti a pescare mia sorella!

Il medico anziano, che conosce molto bene tutta la mia famiglia, specie mio padre, suo paziente da sempre, nel segnarmi le solite gocce per la circolazione, dei blandi sedativi e lo sciroppo per la tosse, mi ricorda che proprio oggi è il compleanno del mio grande vecchio.

Presumo che l’abbia dedotto dalla data di nascita sul tesserino medico. Non posso far altro che ringraziarlo, anche se  intimamente senta il rammarico per non aver ricordato una ricorrenza così importante.  Ma non finisce qui. Il medico continua a sorprendermi nell’anticiparmi la data di compleanno di mia madre, il 19 marzo prossimo.

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Ho amato solo la tua anima

facebook condom

facebook condomdi Giuseppe Ambrosino di Bruttopilo

Una cucina così non l’aveva mai vista. Piatti sporchi, bottiglie semivuote, bicchieri  rovesciati, un disordine indescrivibile dappertutto. Dal  cestino dei rifiuti, stracolmo, tra i tanti fazzolettini di carta, appallottolati, spuntava  addirittura un preservativo.

Appena varcato l’uscio,  il dottor  Pietro, medico stimato e uomo di sani principi, rimase allibito. Si girò verso la  moglie, che gli era accanto per la colazione,  e la fissò con uno sguardo severo e sospettoso.

– Io  quel “coso” non l’ho mai usato-  voleva gridarle. Tuttavia le parole gli rimasero inespresse tra le labbra serrate, che mal celavano l’intimo disgusto.

-Pazienza, -si sfogò la moglie, pensando che il tacito rimprovero del marito si  riferisse al disordine – Pazienza  ci vuole  con i figli di oggi. Guarda Marina come ha lasciato la cucina dopo la cena col suo collega infermiere.

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Amore platonico

amore platonico

amore platonicodi Giuseppe Ambrosino di Bruttopilo

Era una donna di  un fascino unico, piacevole e sfuggente allo stesso tempo.

Mentre  il suo volto giovanile, incorniciato da un eterno fazzoletto nero, trasmetteva una sacra soggezione, il suo corpo flessuoso ed elegante, costretto in un abito attillato, altrettanto scuro, suscitava una vera tempesta di sensi.

Aveva trent’anni, quando l’incontrai per la prima volta alla ”scuola gioiosa”, una sorta di scuola privata, fondata da un mio professore di latino.

E da allora fu  per me la “signora”.

Eravamo tutti giovani, e ognuno di noi oltre ad essere alunno, era pure insegnante. Della materia che conosceva di più.

Una bella idea, che costituiva l’alternativa per tutti quei  ragazzi, a cui non piaceva la vita sul   mare, e per quelle  ragazze, a cui non piaceva fare la casalinga.

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L’AMORE: Questo perfetto sconosciuto

bacio san vale

bacio san valedi Michele Romano

Spinto dalle preoccupazioni di un padre antico che dalla vita ha avuto il privilegio e il dono di una moglie e di tre figlie creative ed espansive e, dalla curiosità di un aspirante “filosofo”, tendo a colloquiare con quel mondo fatto di passioni, di tormenti e d’insaziabile audacia che è proprio dei giovani.

L’opportunità di relazionarmi con tale realtà, mi viene offerto dalla più piccola delle mie figlie, Miriam, la quale si pone un interrogativo molto diffuso nell’ambito dei suoi coetanei, riguardante il significato e il senso dell’amore. Lo esprime con questo ragionamento: nell’iniziare un percorso sentimentale si è pervasi da un’enorme ansia e paura di prodursi del male innamorandosi e di creare del male all’altro se s’innamora.

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Convegni d’amore con sorpresa

centane

centanedi Giuseppe Ambrosino di Bruttopilo

Erano i tempi che a Procida già dal tipo di abitazione, potevi arguire che tipo di persona ci abitasse, e soprattutto a che ceto sociale appartenesse.

In una località abbastanza isolata, in cima ad un poggio, alla fine di tante case povere disposte su un solo lato della strada, sorgeva un grosso palazzo di color rosso pompeiano, che dominava l’ampia baia di mare, rivolta a mezzogiorno. In quel palazzone, di chiara origine borbonica, abitava un signorotto dell’epoca, che sia per carattere, sia  per professione, disdegnava non solo i suoi vicini, ma tutti coloro che non riteneva degni della sua nobile condizione.

Vecchio comandante in pensione, padre di  tre splendide figliuole, pretendeva che queste  non dessero confidenza a quei  giovanotti, che non fossero all’altezza del lignaggio.

Le prime due avevano seguito alla lettera i comandamenti del padre: sia la prima che la seconda sposarono un comandante, o meglio, fu  imposto loro, un comandante.

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Il 2 febbraio 1958 moriva Mario Spinetti, il Sindaco più amato dai procidani

sindaco mario spinetti

sindaco mario spinettidi Giuseppe Ambrosino di Bruttopilo

Se  ti chiedessi  all’improvviso, giovane lettore, chi fosse Mario Spinetti e perché il campo sportivo si chiami con questo nome, certamente non sapresti  rispondere. Al limite penseresti che fosse un giocatore, uno che si fosse dato da fare col pallone, avesse segnato chissà quanti goal, fosse stato insomma un Maradona procidano.  Niente di tutto questo,  ti dovrei rispondere, anche se Mario Spinetti un ruolo importante nella realizzazione del campo sportivo lo ha avuto.  Dotato di  uno spirito sportivo straordinario, infatti,  lui per primo ebbe  l’idea di fornire un campo sportivo decente a tutti quei giovani di allora, che, quando avevano voglia di tirare quattro calci, si arrangiavano sulle spiagge o sulle piazze spopolate della Procida dell’epoca.

Perciò devi dire grazie a Mario Spinetti,  per te un illustre sconosciuto, se oggi il campo sportivo esiste. Peccato che quel 18 novembre del 1964 , quando il campo si inaugurò, e venne intitolato proprio a lui, lui non c’era più.  Peccato, non perché lui si aspettasse grandi riconoscenze per la realizzazione di così grande opera, ma per la soddisfazione  di aver portato fin in fondo  la sua geniale idea. Idea che per realizzarsi richiese  fatica e denaro.

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