Nel momento in cui il tempo, in modo inesorabile, ci sta conducendo al crepuscolo dell’anno solare 2012, l’atmosfera che si respira nell’ambito della comunità procidana non è delle più vibranti anzi è acutamente impregnata di opacità, di banalità e tanta tristezza dovuta anche alle immani tragedie che nell’ultimo periodo hanno colpito cari figli della collettività quali Gennaro Schiraldi e Franco Visaggio.
Infatti, eccetto i sussulti che provengono da questi dolorosi eventi la vita politica sociale, culturale ed economica è completamente azzerata, svuotata di qualsiasi atto sostanziale e significativo, totale carenza di idee e di valori. In tal senso è emblematica la situazione politica amministrativa dove pervade uno schizofrenico nullismo espresso, in primo luogo, dalle figure apicali per estendersi a tutte le altre. Così languiscono, anzi si deteriorano sempre di più, gli elementi essenziali su cui verte la quotidianità e il futuro (trasporti, sanità, scuola, ambiente, relazioni sociali, attività produttive) tanto che gli stati del disagio e della marginalità, da sommersi stanno emergendo sempre più alla luce del sole. Inoltre, questi aspetti di deterioramento si percepiscono anche nella diffusione di “concetti anonimi” tesi solo a dileggiare, insultare, chiusi nella miserabilità di lettere che risultano l’espressione del degrado morale e vile cui sono giunti tanti sepolcri imbiancati di questo paese che continuano ad arrecare danni irreparabili al tentativo di chi vuole, viceversa, impegnarsi per fondare un vivere bene.
