di Michele Romano
C’è qualcosa di torbido e maleodorante nelle modalità con cui la società contemporanea sta raffigurando le relazioni affettive. Negli ultimi tempi, infatti, è caduto il sipario che nascondeva le nostre connotazioni miserevoli presentando sulla scena, in modo repentino, una realtà quotidiana in cui il corpo, il sesso, la bellezza costituiscono merce di scambio con chi manipola ed esercita il potere. Ciò appare come espressione di una mentalità spietatamente arida originaria di una sordita ignoranza di ritorno nella quale si sta sprofondando. Infatti, si compartecipa ad un clima di abbandono culturale alimentato anche dalla pigrizia di che ha accettato il degrado senza alcuna obiezione, evitando di volgere uno sguardo intorno a sé, chiudendosi in un tenebroso silenzio e ritirarsi dalla scena tanto da consentire campo libero ai pezzi peggiori della società, quella rappresentata da faccendieri, dai mercanti, dai demagoghi e dagli opportunisti.
