di Giuseppe Ambrosino di Bruttopilo
Era il 28 luglio del 1965 e quella mattina dovevo recarmi a Napoli per conoscere l’esito del mio esame di maturità. La sera precedente, intanto, i miei amici mi avevano proposto una bella giornata al mare, se il tempo lo avesse permesso.
E quella mattina si presentò una giornata stupenda con un mare calmissimo.
E tra i miei amici c’era anche Francesca , la ragazza con cui simpatizzavo.
Non ebbi esitazioni. Difronte a quel meraviglioso spettacolo che mi offriva la natura e pensando alle occasioni che avrei perso, decisi di rimandare ad altro giorno la conoscenza del risultato dei miei esami e mi trattenni a Procida.
Lontanamente immaginavo, nel fare tale scelta, che quel giorno uguale a tanti altri, sarebbe stato per me una giornata particolare, da ricordare per tutta la vita, per il tragico evento che si verificò e che ebbe come protagonista il mare.
Una volta deciso di non andare a Napoli, mi detti da fare per scovare i miei amici.
E nell’intento dovetti andare casa per casa, perché nessuno di loro all’epoca possedeva il telefono.
Ci ritrovammo in cinque, io, Egidio ,Rocco, Liberina e Francesca e fummo tutti d’accordo per un’escursione a Punta Solchiaro.