Come ogni anno si rinnova l’appuntamento intorno all’altare del Signore per ricordare i marinai scomparsi trentadue anni orsono a seguito dell’affondamento del “Marina d’Aequa”.
L’intero equipaggio, trenta persone, la maggior parte della penisola sorrentina, perì con la propria nave.
Nonostante gli anni trascorsi è sempre vivo in me il ricordo ed il susseguirsi degli eventi di quel tragico martedì.
Certo, la tecnologia non era quella dei giorno nostri, le notizie non si captavano in tempo reale: ero in servizio nella sala controllo propulsione Apparato motore su una nave proveniente da Malta per Reggio Calabria quando il collega in servizio in plancia di comando mi comunicò che la nave Theodore Fontane aveva ricevuto alle 14.43 la richiesta di soccorso da parte del Maria D’Aequa e che aveva invertito la rotta per accorrere in aiuto.
Da quel momento un susseguirsi di contatti, l’immedesimarsi nella situazione, vivere le stesse angosce , un pensiero alla famiglia…. Ed intanto la nostra navigazione continuava pur se in mare agitato, ma consapevoli che nulla era in realtà paragonabile a quello che vivevano i nostri colleghi più sfortunati.
Arrivammo in porto alle 22.30 con mezz’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia a causa del mare mosso: la tragedia dei nostri fratelli del mare si era già conclusa alle ore 17.55.