Il male oscuro di Procida.

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di Michele Romano

Procida con i suoi colori, con il suo mare, con i suoi bei siti (Terra Murata, Corricella, Chiaiolella, Marina Grande, l’isolotto di Vivara, gli orti, i giardini, quelli non ancora annientati e violentati dalla brutalità di azioni speculative di bassissimo profilo) raccoglie in sé tutti gli elementi fondanti per essere un luogo sereno, tranquillo, gioioso, armonico con la natura, insomma, come si suol dire un’isola felice.

Invece, cosa che si nasconde sotto il cielo incantato della nostra meravigliosa isola?

Un oscuro e profondo malessere che viene svelato attraverso lo scandagliare e monitorare le dimensioni socio-sanitarie del territorio in cui emerge un dato, allo stesso tempo impressionante e preoccupante, cioè che una fascia sempre più ampia della popolazione si reca presso le strutture sanitarie di salute e igiene mentale, per di più nella previsione degli addetti ai lavori, con un flusso in entrata, in ulteriore crescita.

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Procida: l’ingordigia.

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blankdi Michele Romano

Nell’ascoltare, alcuni giorni fa, l’annuncio, per le strade di Procida, di incontri di pedagogia religiosa da parte di gruppi organizzati che ritengono di essere guida ecclesiali del nostro territorio, in me si è subito visualizzato ciò che sta accadendo dentro il tempio della cristianità, cioè la Città del Vaticano, diventata una “Torre di Babele”, seguendo la serafica espressione di Papa Ratzinger.

Infatti, la dimensione simoniaca, concentrata tutta intorno alla Banca Ior, ha completamente annientato l’essenza della testimonianza di Cristo (i cui simboli sono il nascere in una grotta e il morire sulla croce) imperniata sull’amore, sulla misericordia, sulla compassione, sulla pietà, sul conforto, sulla povertà, sulla disponibilità verso l’altro, il diverso, ma sempre fratello.

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Procida: La nave della politica

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blankdi Michele Romano

Gli accadimenti di questi primi mesi del 2012 nel navigare degli itinerari attraverso il nostro Paese che vanno dalla tragica vicenda della “Costa Concordia” a tanti altri episodi come quello, ultimamente, avvenuto al porto di Procida alla “Naide” della Caremar, simbolicamente rappresentano la nave della politica italiana che offre la configurazione di urtare gli scogli degli scandali, della corruzione e del degrado per inclinarsi pericolosamente sulla fiancata della negligenza, della codardia, della superficialità.

Tutto ciò si manifesta come un sistema, un male generalizzato. E’ come se, continuando nella metafora, viene svelato un allarmante deficienza nell’opera dei cantieri navali tanto da costruire navi talmente fragili da condurle fatalmente verso l’affondamento. Per di più, quantunque gli armatori riescono a percepire l’enorme debolezza strutturale, non sentono in sé la giusta determinazione di riconsiderare profondamente il materiale di costruzione e cambiare radicalmente il metodo di lavoro.

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Emergenza procidana

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blankdi Michele Romano

Mentre le attuali espressioni della realtà politica cittadina sono racchiuse nei propri ristretti circuiti, tutti intenti e concentrati su sterili discussioni accademiche, accompagnate da futili polemiche su chi è più o meno bravo a discernere senza costrutto, con ambiguità, per esempio nella giusta elaborazione del bilancio comunale; mentre altre componenti istituzionali o associative si trastullano a preparare progetti avulsi da qualsiasi approccio con i contenuti reali che il territorio tende a far emergere; mentre si assiste ad una irrilevante o inerte presente delle agenzie educative di ogni forma e di ogni specie, nel frattempo cosa accade dentro la propria dimora o fuori nell’agorà?

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Procida sta sprofondando in una sordita ignoranza.

di Michele Romano

C’è qualcosa di torbido e maleodorante nelle modalità con cui la società contemporanea sta raffigurando le relazioni affettive. Negli ultimi tempi, infatti, è caduto il sipario che nascondeva le nostre connotazioni miserevoli presentando sulla scena, in modo repentino, una realtà quotidiana in cui il corpo, il sesso, la bellezza costituiscono merce di scambio con chi manipola ed esercita il potere. Ciò appare come espressione di una mentalità spietatamente arida originaria di una sordita ignoranza di ritorno nella quale si sta sprofondando. Infatti, si compartecipa ad un clima di abbandono culturale alimentato anche dalla pigrizia di che ha accettato il degrado senza alcuna obiezione, evitando di volgere uno sguardo intorno a sé, chiudendosi in un tenebroso silenzio e ritirarsi dalla scena tanto da consentire campo libero ai pezzi peggiori della società, quella rappresentata da faccendieri, dai mercanti, dai demagoghi e dagli opportunisti.

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“Cara CEI ti scrivo”….

blankPubblichiamo la lettera di Lina Scotto di Fasano apparsa sull’ultimo numero (n.7) del quindicinnale Rocca disponibile in abbonamento, sulla recdente morte di Lucio Dalla e la discussione che ne è derivata sui suoi funerali.

Mi chiamo Lina, sono una persona comune che, forse come tanti è rimasta un po’ perplessa riguardo la premura del magistero nel suggerire regole, affinché il funerale di Lucio Dalla non scadesse nella spettacolarizzazione, e allo stesso tempo questa potesse risultare un modo per esorcizzare la morte.…

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Procida. Commenti al vangelo di domenica 15 aprile 2012

Soffiando su quella prima “ecclesia” le ha trasmesso la sua forza di amore, come per impregnare con essa tutti gli uomini.   E forse è questo soffio che ancora permette a molti di credere e di costruire strutture di amore.

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Novantaduesimo appuntamento, con la rubrica dedicata  al commento al vangelo di domenica 15 aprile 2012. Il vangelo di oggi è di Gv 20,19-31. Vi proponiamo anche il video di p. Alberto Maggi con la relativa trascrizione. Inoltre potete leggere una riflessione di Stella Ugazzi.

Buona settimana![youtube uwQRr51ub3s]

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Procida: pressione fiscale locale più alta in Italia!

blankRiceviamo e pubblichiamo questa riflessione di Giovanni Villani.

A conferma di quanto si va dicendo da un po’ di tempo, ora anche l’Agenzia delle Entrate ha confermato che le famiglie a Procida subiscono la pressione fiscale locale più alta in Campania e tra le più alte ( forse la più alta) in Italia.

1) L’addizione al comunale all’IRPEF è pari allo 0,8%, siamo al massimo!

Su un imponibile fiscale di euro 30.000, al Comune di Procida vengono versati euro 240.

2) L’addizionale regionale all’IRPEF è pari al 2,03%, siamo al massimo!

Su un imponibile fiscale di euro 30.000, alla Regione vengono versati euro 609.

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Nella Crocifissione risuona per sempre il grido d’abbandono di tutti i sofferenti

blankIntervista a Ermanno Olmi, a cura di Alessandro Beltrami

in “Avvenire” del 5 aprile 2012

Pochi registi come Ermanno Olmi hanno avuto il coraggio di affrontare la croce e il suo significato.

Nel suo ultimo film, Il villaggio di cartone, in una chiesa dismessa il crocifisso viene staccato da una gru e posto a terra. Una scena che ha suscitato non poche polemiche. [youtube B5V6ggWK_6g]

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Procida: “ Parlare dei giovani? Meglio parlare con i giovani.”

di MIchele Romano
Nel momento in cui si prende atto della crisi profonda che in veste il rapporto tra comunità e territorio tanto da mettere in discussione usi, costumi, abitudini, di pari passo ad un senso di smarrimento del vivere, scatta in modo immediato l’interrogativo su quale futuro ci aspetta e, in primo luogo, quello dei giovani.
E qui casca l’asino perché esce fuori un obsoleto armamentario di pseudo educatori, di presunti volontari, che oramai senza accorgersene si mettono a pontificare sui giovani di cui hanno perso la percezione dei loro volti, dei loro sguardi, dei loro turbamenti, dei loro slanci vitali, delle loro speranza. In tal senso consiglio di seguire il messaggio filosofico che invita ad attuare il silenzio se non si devono esprimere grandi cose e porsi in ascolto, perché mai come nell’attuale momento è cosa opportuna e fruttuosa parlare e discute con i giovani e non su di loro.

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